Il progetto
Nelle comunità che si affacciano sul Mediterraneo si è formata, nel corso dei secoli, un'identità culturale comune che possiamo definire “mediterranea”. Sebbene essa sia caratterizzata da specifici e differenti aspetti coincidenti con le diverse realtà etniche, ha costituito un ambito geografico in cui sono sorte, sono state elaborate e si sono sviluppate importanti concezioni filosofiche e religiose, fondamentali apparati simbolici, essenziali sistemi tecnici e funzionali che, in concreto, sono alla base delle attuali conoscenze e della moderna ricerca antropologica. Negli ultimi decenni si sta formando una nuova atmosfera socioculturale come conseguenza delle dimensioni multietniche e multiculturali che assumono i centri metropolitani in quanto società complesse. Si tratta di dimensioni demografiche, culturali, ambientali che consentono di capire l'alterità e, quindi, di essere in grado di interagire, di accettare e tollerare realtà sociali diverse da quelle di appartenenza. I grossi fenomeni di immigrazione e di circolazione demografica che si stanno verificando negli ultimi tempi nel Mediterraneo agevolano questo complesso e difficile processo di integrazione multietnica, per cui ci si avvia a rafforzare la specificità composita della cultura mediterranea intesa proprio nella sua dimensione multietnica e multiculturale. In tale prospettiva si cerca di realizzare un progetto politico, sociale e culturale nel quale i popoli mediterranei si possono riconoscere conservando ciascuno la propria identità attraverso una sintesi di più tradizioni culturali che, in un’ottica di inclusione, tolleranza, solidarietà e convivenza pacifica, perpetui e tramandi lo spirito della civiltà “mediterranea”.
La Puglia è una regione che si affaccia sul Mediterraneo; Casamassima è un paese della Puglia che ha un borgo antico in cui le case sono tinteggiate di azzurro ed è sempre più conosciuto come “il paese azzurro”. Il Marocco è una nazione che si affaccia sul mediterraneo; Chefchaouen è un paese del Marocco che ha le case dell’intera città tinteggiate di azzurro. La diffusione in tutta l’area mediterranea del colore azzurro con il quale vengono dipinte barche, porte, finestre, case e numerosi strumenti impiegati nei diversi lavori, correla strettamente la simbologia cromatica all’ambiente marinaro, simbologia nella quale si ripongono significati, valenze e credenze propiziatorie, sulla base delle quali sono state elaborate tradizioni mitiche e credenze magico-religiose. In particolare, la correlazione tra Casamassima e Chefchaouen è dovuta proprio alla colorazione azzurra delle case, intorno alla quale ruotano diversi significati e leggende. Per quanto concerne Casamassima, si narra che il duca Vaaz, nella seconda metà del XVII secolo, ordinò la tinteggiatura delle case, dei monumenti e delle chiese con calce viva, cui doveva essere aggiunto il colore azzurro, a ricordo del manto della Madonna di Costantinopoli che aveva protetto la città dalla peste. Le stratificazioni di calce azzurra sugli edifici antichi sono portate a testimonianza della veridicità di quanto tramandato nella tradizione popolare e identificano Casamassima come unico paese azzurro in una regione caratterizzata da centri abitati tinteggiati di bianco.
Una delle attività maggiormente rilevanti per favorire l’interscambio culturale, la conoscenza dei territori e la condivisione di valori comuni è il turismo sostenibile, punto di partenza per una collaborazione, confronto e scambio tra soggetti, istituzioni ed enti pubblici e privati. Il turismo sostenibile, infatti, più resiliente ed inclusivo, non rappresenta un mero fattore di visita dei luoghi, ma un’esperienza unica e autentica attraverso una full immersion nella loro dimensione culturale e nelle tradizioni, superando ogni forma di pregiudizio. Attraverso un turismo sostenibile e responsabile, Italia, Marocco e i popoli del Mediterraneo possono creare una rete di collaborazione e condivisione di valori comuni, rafforzando così i legami culturali, sociali ed economici tra le diverse comunità e, allo stesso tempo, valorizzando e rilanciando i rispettivi territori. Le nuove tecnologie, in particolar modo quelle digitali, rappresentano uno strumento fondamentale per favorire le connessioni interculturali.
Sulla base di queste premesse, abbiamo articolato il nostro progetto in una serie di eventi e appuntamenti finalizzati alla conoscenza reciproca tra i popoli del Mediterraneo, con uno specifico focus sulla città di Chefchaouen con la quale il nostro “paese azzurro” condivide principalmente un’identità cromatica, ma anche coltivazioni agricole (uliveti, mandorleti, vigneti) e tradizioni gastronomiche (dolci di mandorla, zuppe e purea di legumi e svariati cibi caratteristici della dieta mediterranea). La dieta mediterranea, infatti, è molto più di un semplice elenco di alimenti o una tabella nutrizionale. È uno stile di vita che comprende una serie di competenze, conoscenze, rituali, simboli e tradizioni concernenti la coltivazione, la raccolta, la pesca, l’allevamento, la conservazione, la cucina e soprattutto la condivisione e il consumo di cibo. Mangiare insieme è la base dell’identità culturale e della continuità delle comunità del bacino del Mediterraneo, dove i valori dell’ospitalità, del vicinato, del dialogo interculturale e della creatività, si coniugano con il rispetto del territorio e della biodiversità. La dieta mediterranea rappresenta una filosofia di vita che nasce dal passato e può traghettarci verso un futuro sano, sostenibile e inclusivo. Attualmente i paesi mediterranei stanno acquisendo coscienza della loro identità di base e, su tale consapevolezza, pur conservando le specifiche diversità locali, stanno progettando un futuro di più intensi scambi di cooperazione, anche alla luce della dimensione multietnica e multiculturale delle società attuali.







